26 marzo

Fatti, avvenimenti e curiosità accaduti negli anni il giorno 26 marzo nella Serenissima Repubblica di Venezia

Ritiro della scomunica

Arriva a Venezia la notizia che papa Clemente V, dopo ben quattro anni, toglie la scomunica (v. 27/03/1309), anche grazie all'elargizione di centomila fiorini. La nuova Bolla, tra l'altro, restituisce tutti i privilegi, libertà , feudi e quant'altro tenevano i Veneziani nel territorio di Ferrara. Il primo d'aprile vengono nominati Ambasciatori presso il Papa Giovanni Zeno, Delfin Delfino e Pietro Querini..

Crolli

In calle del Bissa a San Bortolomio rovina una vecchia casa. Cinque persone che passavano per la via rimangono uccise; parecchie altre sono ferite.

Terremoto

Dalle cronache dell'epoca: " ... capità un teremoto che durà per spatio di un miserere ed alquanto più, che fu assai grando lo scosso, che a memoria d'uomeni non ne fu il maggiore, di gran spavento a tutti... arrecò molti danni alla Basilica di San Marco et el campanil per il mover si risentì in la zima molto et si averse, adeo el zorno seguente non si potè sonar nè terza, ni meza terza, nona, vesporo, ni altra campana; cossa che mai è stata in questa terra, senza sonar tal hore, un zorno".

Scuola di San Teodoro

La Scuola di San Teodoro viene dichiarata Scuola Grande. E' la sesta e l'ultima delle Scuole Grandi.

Tragedia

Il sagrestano della chiesa di San Paternian viene trovato impiccato dentro il campanile della chiesa stessa.

Decreto dogale

Un decreto del Doge e del Senato vieta di lasciare agli Ecclesiastici, come testamento o donazione fra vivi per opere pie, beni immobili nello Stato di Venezia, e di darli in pegno o alienarli sotto qualsiasi pretesto.

Decreto dogale

Un'ordinanza afferma che è rinnovato il decreto dell'anno precedente, stesso giorno, a proposito del lascito di beni immobili a favore di Ecclesiastici.

Guerra di Morea

Alessandro e Primo, fratelli Silvestri arruolati nel 1686 per la città di Rovigo nel 1° Reggimento Veneto Real, dopo tre anni nei quali avevano ricoperto valorosamente le cariche militari, il 26 marzo 1690, al largo di Capo Sant'Angelo (attuale Capo Malea - Grecia), con la loro nave, la San Marco Grande che scortava quella comandata dall’Almirante Alessandro Valier si trovano accerchiati da una flottiglia di dieci navi turche. Dopo aver tenuto testa per tutto il giorno il Capitano Alessandro Silvestri e l’Alfiere Primo Silvestri periscono nell’incendio creatosi all’interno del loro convoglio. Una targa voluta dal padre oggi è ancora esposta al Tempio La Rotonda.
Fonti: Luigi "Gigio" Zanon - Marco Fornaro